Tour de France 2026, controlli notturni anche per Remco Evenepoel e compagni: “I corridori erano a letto, consentito ma ostacola il recupero”

Dopo Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar, anche Remco Evenepoel ha dovuto subire un controllo antidoping mentre era a letto durante questo Tour de France 2026. È successo ieri sera, proprio alla vigilia di una delle tappe più importanti della corsa, con la cronometro individuale che vede il belga come grande favorito. Il secondo classificato della Grande Boucle, fresco vincitore domenica sul Plateau de Solaison, era a letto, così come i suoi compagni, quando l’antidoping è venuto a bussare alle porte delle stanze della Red Bull – Bora – hansgrohe, costringendo tutti a rialzarsi per effettuare i controlli richiesti.

I corridori erano già andati a letto e poi sono stati sottoposti a un controllo antidoping“, ha spiegato questa mattina il team manager Ralph Denk alla ZDF, sottolineando a sua volta che si tratta di “qualcosa di consentito dal regolamento”, anche se chiaramente “una cosa del genere ostacola il recupero” dei suoi atleti. “Favorevole” ai controlli antidoping perché “garantiscono che il nostro sport rimanga credibile e pulito” visto che “il ciclismo ha un passato oscuro”, il dirigente tedesco resta dunque sulla stessa linea dei suoi colleghi Mauro Gianetti e Marc Reef, che avevano commentato con parole molto simili l’intervento dei controllori sui propri capitani nella notte fra sabato e domenica.

A differenza dei rivali, tuttavia, il controllo non è avvenuto nel pieno della notte, ma nella tarda serata. Se infatti inizialmente non era stato precisato un orario, successivamente alle prime parole di Denk all’emittente nazionale, è arrivata una precisazione da parte di un portavoce del team che ha fatto sapere all’agenzia stampa tedesca DPA che il controllo è avvenuto attorno alle dieci di sera. Un orario dunque non proprio ideale, ma che comunque ricade nella fascia tradizionale dei controlli, consentiti dalle 6 alle 23, senza necessità di chiedere autorizzazioni per ragioni specifiche, come invece successo con Vingegaard e Pogacar..

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